Confedilizia, dal Senato stop alle restrizioni Ue sulla proprietà privata
Risoluzione in Commissione, regolamento eccede obiettivi, ambito è nazionale
Il regolamento europeo sugli alloggi a prezzi accessibili, l'Affordable housing act, "eccede l'obiettivo di migliorare il funzionamento del mercato interno, configurando di fatto una disciplina europea delle politiche abitative e delle condizioni alle quali è possibile limitare l'utilizzo della proprietà privata, in un ambito caratterizzato da competenze degli Stati membri e delle loro istituzioni regionali e locali". Lo si legge nella risoluzione approvata oggi dalla Commissione Politiche dell'Unione europea del Senato, con relatore Roberto Rosso. "La proposta - si legge - non dimostra né la necessità né il valore aggiunto di un intervento uniforme a livello europeo, considerata la natura prevalentemente locale dei mercati immobiliari e le profonde differenze tra Stati membri e territori. Le condizioni di accesso agli alloggi dipendono da fattori quali la struttura della proprietà immobiliare, le dinamiche demografiche, la pressione turistica, la disponibilità di abitazioni, i sistemi fiscali e le politiche urbanistiche". Tali elementi "richiedono interventi calibrati sulle effettive condizioni territoriali, la cui individuazione compete principalmente alle autorità nazionali e locali. La stessa Commissione europea riconosce che la politica abitativa, la pianificazione urbana e la disciplina dell'uso del suolo rimangono prevalentemente di competenza degli Stati membri". Dalla Commissione, "che ha espresso un parere motivato di non conformità della proposta al principio di sussidiarietà", sottolinea quindi Confedilizia, emerge "una netta presa di posizione contro l'impostazione del regolamento europeo, che punta a introdurre un quadro comune per le restrizioni alle locazioni brevi e all'utilizzo degli immobili non destinati ad abitazione principale". "Il documento - evidenzia l'associazione - mette in discussione l'intervento dell'Unione europea in un ambito di competenza prevalentemente nazionale e locale, evidenziando come la proposta finisca per configurare 'una disciplina europea delle politiche abitative e delle condizioni alle quali è possibile limitare l'utilizzo della proprietà privata'. Particolarmente significativo è il passaggio nel quale si contesta la scelta di prevedere norme vincolanti per le restrizioni alla proprietà privata, lasciando invece a una semplice raccomandazione le misure strutturali per aumentare l'offerta abitativa, considerate di maggiore efficacia. La Commissione richiama, infatti, la necessità di privilegiare il recupero degli immobili inutilizzati, la rigenerazione urbana, gli investimenti nell'edilizia sociale, la semplificazione delle procedure e gli incentivi alla locazione residenziale". "Di rilievo", inoltre, il riferimento alle 'garanzie contro la morosità e certezza dei tempi di restituzione degli immobili', strumenti che la Confedilizia indica da tempo come indispensabili - insieme con adeguate politiche fiscali - "per restituire fiducia ai proprietari, favorire l'immissione di abitazioni sul mercato della locazione e contribuire a rendere più accessibili i canoni".
F.Patel--MT