Sclerosi multipla, la predisposizione comincia nel pancione materno
Rischio doppio se la mamma ha diabete; importante anche il peso alla nascita
Quello che succede durante la vita fetale potrebbe avere un impatto importante sul rischio di ammalarsi di sclerosi multipla nel corso della vita. In particolare i diabete della mamma e il peso alla nascita potrebbero essere fattori determinanti. È quanto sostiene uno studio coordinato dalla Columbia University di New York e pubblicato su JAMA Neurology. "La sclerosi multipla, una delle principali cause di disabilità neurologica in tutto il mondo negli adulti di età inferiore ai 50 anni, deriva dalla cattiva regolazione immunitaria cronica causata da complesse interazioni tra fattori genetici e ambientali", spiegano i ricercatori. Di recente la comprensione della malattia è stata rivoluzionata dalla scoperta del ruolo svolto dal virus di Epstein-Barr, quello responsabile della mononucleosi. Ora la nuova ricerca, che ha analizzato i dati dei registri delle nascite verificatesi in Norvegia dal 1967 al 1989, aggiunge un tassello importante spostando indietro la catena delle cause responsabili della sclerosi. Il team ha scoperto, infatti, che il diabete della mamma in gravidanza raddoppia il rischio di ammalarsi di sclerosi multipla nel corso della vita. Anche un peso elevato alla nascita aumenta il rischio, mentre un basso peso alla nascita riduce il rischio. Altri fattori, come parto pretermine o ipertensione materna, non sembrano invece influire. Non è ancora chiaro quale sia il meccanismo alla base dell'aumento del rischio: "Una possibilità è che l'esposizione all'iperglicemia materna porti a cambiamenti immunologici duraturi alterando la programmazione del sistema immunitario", spiegano i ricercatori. Oppure, il diabete materno potrebbe favorire l'aumento di peso del bambino e quest'ultimo essere la leva che scatena l'infiammazione cronica. Quali che siano le cause, secondo i ricercatori lo studio identifica una finestra importante su cui concentrare gli sforzi di ricerca e iniziative per prevenire il successivo sviluppo della malattia.
K.Ahmed--MT