In Australia si diffonde l'influenza aviaria, superati i 1000 casi
Mortalità di massa degli animali a causa della malattia H5
Continua a diffondersi anche in Australia il virus dell'influenza aviaria H5, con i casi confermati che hanno superato la quota 1000. Lo ha reso noto la ministra dell'Agricoltura Julie Collins, precisando che 81 casi si sono registrati in Sud Australia (capitale Adelaide), 10 in Western Australia (Perth), 8 nel Victoria (Melbourne), 2 in New South Wales (Sydney) e uno nel Queensland (Brisbane). L'Australia è l'ultimo continente a ricevere l'arrivo indesiderato della malattia che ha ucciso milioni di uccelli e di mammiferi attorno al mondo. L'emergenza ha segnato una svolta con la conferma del primo episodio di mortalità di massa della fauna australiana causato da un virus. La ministra Collins ha rilevato tuttavia che non vi sono finora evidenze di infezioni negli allevamenti avicoli commerciali, mentre il governo federale continua a collaborare con il settore per rafforzare le misure di biosicurezza. Il governo federale ha già stanziato 24 milioni di dollari per il monitoraggio e la gestione dell'emergenza. La ministra ha invitato i proprietari di animali domestici ad adottare misure di prudenza, esortandoli a non permettere ai loro animali di avvicinarsi a uccelli morti o in evidente difficoltà. E ha raccomandato ai proprietari di pollai domestici di impedire il contatto tra pollame e fauna selvatica e di rafforzare le misure di biosicurezza in vista della stagione migratoria di diverse specie di uccelli. Sono il comportamento e le abitudini del gabbiano argentato (Chroicocephalus Novaehollandiae) della famiglia dei Laridi a preoccupare gli esperti poiché si nutrono anche di animali morti e possono quindi essere contagiati dal virus. Raccolgono inoltre detriti da corsi d'acqua, inclusi laghi e luoghi inondati, che sono luoghi di riproduzione della malattia.
T.Reddy--MT