Pediatri, una persona con morbillo può contagiarne fino a 17
"Servono coperture del 95% con due dosi e il recupero di chi non ha completato il ciclo"
Una persona con morbillo può contagiarne fino a 17. È proprio l'altissima contagiosità del virus a spiegare perché, contro il morbillo, coperture vaccinali semplicemente 'alte' non siano sufficienti: occorre raggiungere e mantenere almeno il 95% con due dosi in ogni singola coorte di nascita. A richiamare l'attenzione è la Società Italiana di Pediatria (Sip) dopo la nuova circolare del ministero della Salute sull'andamento epidemiologico del morbillo e sulle misure necessarie per rafforzarne il controllo. "Oggi il punto debole - afferma la Sip in una nota - è soprattutto il completamento del ciclo: la copertura nazionale con la seconda dose, prevista dal calendario vaccinale a 5-6 anni, si ferma all'84,45% e nessuna Regione o Provincia autonoma raggiunge il 95%. "Questo dato - spiega Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico vaccinazioni della Sip - ci dice che abbiamo margini di recupero molto importanti". Russo ricorda che, secondo dati Ecdc, l'Italia è il Paese Ue con il maggior numero di casi di morbillo: 630 registrati tra il primo luglio 2025 e il 30 giugno 2026 su 2472 complessivi. "Per una malattia così contagiosa - aggiunge - non basta quindi aver ricevuto la prima dose". Il problema non riguarda soltanto i bambini: la fascia con il maggior numero di casi è quella tra 15 e 39 anni e, tra i casi con stato vaccinale noto, il 94,7% risulta non vaccinato. L'incidenza più alta nel 2026, peraltro, si registra nella fascia 0-4 anni: 49,4 casi per milione, oltre il doppio rispetto alla fascia 15-39 anni. "Il morbillo ci ricorda che la protezione vaccinale va guardata lungo tutto l'arco della vita - sottolinea Rino Agostiniani, presidente della Sip -. Avere buone coperture nei bambini di oggi non basta se restano gruppi di adolescenti e adulti non protetti". "Sotto l'anno di età i bambini - prosegue Agostiniani - non hanno ancora raggiunto l'età prevista dal calendario per la prima dose e negli anni immediatamente successivi non hanno ancora completato il ciclo con la seconda. Sono quindi particolarmente esposti quando il virus torna a circolare. È qui che la vaccinazione assume anche un valore di protezione collettiva":
V.Chauhan--MT