Luc Mabal, progetto musicale trasversale, dal jazz al progressive
Concerto di alto livello alla Casa della musica di Trieste
"Un disco ponte", così è stato presentato il 13 maggio "Mali Bolivia" l'ultimo e laborioso lavoro di Luc Mabal, nel corso di un concerto alla Casa della musica di Trieste, organizzato da Scuola55 e dal Circolo del Jazz Thelonius. Disco ponte non solo per le tonalità che rappresentano un incontro tra le culture diverse che abitano il Mediterraneo, ma anche per la diversità di generi che attraversa: world music, elettronica, canzone, alt-rock, progressive e soprattutto jazz. Contaminazioni che sono d'altronde l'obiettivo originario del progetto Luc Mabal, nato anni fa dall'incontro dei triestini Luc Orient, originale band, con Doc Mabal (Maurilio Balzanelli). Al trio originario - Piero Pieri voce, sax, elettronica; Riccardo Morpurgo piano, synth; Doc Mabal (Maurilio Balzanelli) percussioni - si sono aggiunti sul palcoscenico altri due musicisti di livello e molto noti nell'ambito jazzistico italiano, Paolo Muscovi (batteria) e Gabriele De Leporini (chitarra) che, insieme con Morpurgo e Mabal, hanno ordito un tessuto musicale complesso e trascinante. Composizioni contrassegnate da una base ritmica notevole e che lasciano grande spazio all'improvvisazione, che ha caratterizzato i momenti migliori del concerto. Che si trattasse de "The ancesters" (uno sguardo ai nostri antenati), "Mother Nature" (brano pieno di speranza) o "Mare mia", unico degli otto brani del disco non in lingua inglese e dedicato alla "madre" bora, probabile "artefice delle inquietudini dei triestini", come ha illustrato il cantante Pieri. Registrato tra il 2023 e il 2024, il disco è stato pubblicato di recente (è uscito nel marzo scorso) sulle piattaforme digitali e, in edizione limitata, su cd (Gutemberg Music/Caligola Records).
G.Mittal--MT