Madras Times - Le ragazzine stanno perdendo il controllo, due amiche 'nel viaggio nella vita'

Le ragazzine stanno perdendo il controllo, due amiche 'nel viaggio nella vita'
Le ragazzine stanno perdendo il controllo, due amiche 'nel viaggio nella vita'

Le ragazzine stanno perdendo il controllo, due amiche 'nel viaggio nella vita'

Dopo Alice nella città, il film dalla graphic novel di Ratigher a Lucca Comics

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(di Francesca Pierleoni) La scienza "inizia da un 'non lo so' e continua con un 'devo provare'. Gli errori vanno accettati, studiati e superati", anche perché "senza errori non vivi. Devi metterli bene in vista, senza vergogna". Parola di Castracani (interpretata da Anita Serafini), una delle due protagoniste adolescenti, insieme a Motta (Sara Ciocca), amiche per la pelle in 'Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra', opera prima di Pierluca Di Pasquale che porta sul grande schermo l'omonima graphic novel di Ratigher (edita da Prima o Mai nel 2014) qui cosceneggiatore. La dramedy di formazione, con innesti d'animazione (curata da Blu) e un tocco di fantasy, che ha fra gli interpreti anche Barbara Chichiarelli, Antonia Truppo, Valentina Cervi, Geppi Cucciari e Ema Stockholma, dopo il debutto ad Alice nella città, dove ha ottenuto la Menzione speciale nel Concorso Panorama Italia, arriva il 29 ottobre a Lucca Comics & Games e sarà in sala dal 4 marzo 2027 con PostMov. "In questa storia ho rivisto la mia adolescenza", spiega all'ANSA Di Pasquale, che vive di base negli Usa, in Kansas, ed ha già firmato cortometraggi, documentari, spot pubblicitari, webserie oltre ad aver fatto in passato da assistente alla regia per Salvatores e Avati. "I ragazzi a quell'età si stanno formando, hanno molte difficoltà, e nell'amicizia trovi un modo per iniziare a intraprendere la tua avventura della vita. È un po' quello che è successo a me: a 15-16 anni il mio migliore amico era quello che mi faceva scoprire nuove letture, con lui mi appassionavo alla letteratura, al cinema, alla musica". Decisamente meno usuale il filo rosso che unisce le due liceali della storia (chiamate sempre e solo per cognome): entrambe passano il tempo a programmare, sognare e sottoporsi ai più diversi esami medici, da quelli più semplici alla Tac, con in prospettiva l'idea di diventare, da adulte, dottoresse. Una passione che in realtà ha soprattutto l'anarchica Castracani, istintiva e allergica alle regole, con una mamma chirurga, rigida e spesso assente (Cervi). Le va dietro, spinta dall'ammirazione, la più insicura Motta, con una madre (Truppo) affettuosa ma con un'ansia di controllo sulla figlia, di cui l'adolescente parla anche nelle sedute con l'imperscrutabile psicologa della scuola, ribattezzata Dottoressa Klaus (Chichiarelli). "Gli esami medici diventano per loro un modo di essere viste - spiega Di Pasquale - ma anche un modo per vedere meglio loro stesse. È un doppio gioco, un modo per distinguersi rispetto alla società, al mondo circostante, ma anche un modo per scavare nella loro interiorità". La ricerca "di se stesse è un tema centrale del film" (producono Ibc Movie, Qoomoon con Rai cinema, in partecipazione con Chromatica). In tutto il racconto sono centrali le figure femminili (tra mamme, compagne di classe, psicologa e docenti), mentre il mondo maschile, i padri in particolare, sono evanescenti: "È un altro aspetto che mi affascinava, il poter vedere un mondo con alcune variazioni dell'essere femminile, facendo fare un passo indietro alle figure maschili, perché comunque ne abbiamo visti tanti di film o di storie in cui gli uomini si mettono sempre al centro dell'attenzione". Di Pasquale, come Paolo Strippoli (candidato italiano all'Oscar con L'estranea) ama unire i linguaggi e i generi: "Si spera ciclicamente arrivi una nuova ondata di cineasti - commenta -. Io credo che il cinema italiano non si risolverà soltanto con uno o due autori, o con uno o due o tre film buoni, anche ottimi, l'anno". C'è bisogno "di una libertà creativa molto forte per creare storie innovative e che sviluppino un'eco intorno a sé - osserva -. Io quella libertà l'ho sentita".

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Z.Bhatia--MT